Sparta era comunista? Fa ridere dirlo oggi, però vi spiego bene cosa significa. Sparta era stata una città-stato come le altre, col commercio, l’arte e la poesia, fino al 700 a.C. quando conquistò la Messenia. A quel punto la ristretta minoranza spartana doveva mantenere il potere su una vasta popolazione ostile che la accerchiava e allora arriva il legislatore Licurgo.
Si fonda un’organizzazione militarizzata dove i 20mila spartiati, gli unici liberi e con diritti, dovevano essere uguali in tutto tra loro. Per questo si chiamavano omoioi, i pari.
Tutti ricevevano un appezzamento di terra uguale, non esisteva ricchezza mobile, la moneta era di ferro, senza valore intrinseco, e la loro vita privata era limitata. Un comunismo ante litteram.
Ma questa immagine forse è solo un miraggio. È l’obiezione dello storico François Ollier che ha scritto il famoso Le mirage spartiate dove denuncia tutti i limiti delle nostre fonti, che ci avrebbero consegnato un’immagine streotipata di Sparta.
Libri consigliati
- The Spartans di Paul Cartledge, Palgrave Macmillan;
- Sparta di Ernst Baltrusch, il Mulino;
- Costituzione degli spartani – Agesilao di Senofonte, Mondadori;
- Le Mirage Spartiate. Étude sur l’idéalisation de Sparte dans l’antiquité grecque de l’origine jusqu’aux Cyniques di François Ollier, L’Antiquité Classique.
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