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Uri Avnery, da soldato israeliano a pacifista

Il pacifista israeliano Uri Avnery

«Voglio chiedere perdono ai palestinesi nel nome di Israele, il mio Paese». Sono parole di Uri Avnery, uno dei primi israeliani a cercare il dialogo e la pace con i palestinesi.

Avnery nacque in una famiglia sionista costretta a fuggire in Palestina dalla Germania nazista. Nel 1938, a soli 15 anni, aderì ad un gruppo paramilitare sionista, l’Irgun, che abbandonò qualche anno dopo per la deriva terroristica di stampo anti-arabo che stava prendendo.

Ferito nella prima guerra arabo-israeliana e traumatizzato dalle atrocità subite dai palestinesi, decise di votare la sua vita al pacifismo e scrisse Il rovescio della medaglia. La sua scelta gli costò le antipatie di molti connazionali, il divenire oggetto di attentati ed essere diseredato da sua madre.

Sostenuto da tutti quegli israeliani che credono nella pace, Uri Avnery, nel 1993, fondò il movimento pacifista Gush shalom che lotta per la soluzione a due stati. Dopo la sua morte, nel 2018, tutto ciò che aveva è stato donato ai movimenti per la pace.

«Sogno il giorno in cui tutto questo cambierà, il giorno in cui un governo più saggio accetterà una tregua, aprirà il confine e permetterà al popolo di Gaza di tornare al mondo. Anche ora, io amo Gaza, con l’amore che la Bibbia dice essere forte quanto la morte».

Uri Avnery

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