Buck contro Bell e le sterilizzazioni forzate in USA

Buck v. Bell e la sterilizzazione forzata in USA

Era giusto sterilizzare forzatamente una donna “debole di mente”, lo affermò la sentenza Buck contro Bell (Buck v. Bell). Carrie Buck nacque in Virginia, venne presto allontanata dalla madre Emma e affidata ai coniugi Dobbs. Emma era stata internata in un istituto per problemi psichici.

All’età di 17 anni Carrie fu violentata da un nipote dei genitori adottivi e rimase incinta. Per evitare scandali, la famiglia Dobbs fece ricoverare Carrie accusandola di “debolezza mentale” e “comportamenti immorali” e prese in affido la figlia di lei, Vivian.

Carrie venne rinchiusa nello stesso centro della madre Emma, il Virginia Colony for Epileptics and Feebleminded. Il direttore dell’istituto, stabilito il legame di parentela tra le due ne richiese la sterilizzazione obbligata prevista dal Virginia Sterilization Act.

Ma Carrie e il suo tutore si opposero e la questione finì in tribunale.

Il 2 maggio 1927 la Corte Suprema degli Stati Uniti stabilì che la sterilizzazione delle due donne non fosse solo legittima ma nell’interesse dello Stato poiché “deboli di mente” e “promiscue”. Il giudice Holmes scrisse nella sentenza che “tre generazioni di imbecilli sono abbastanza”, riferendosi anche alla piccola Vivian, che morirà a soli otto anni per un’infezione intestinale.

La sentenza Buck contro Bell avrebbe influenzato l’eugenetica degli anni successivi e che portato alla sterilizzazione di migliaia di persone considerate non conformi alla società.

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