Libri consigliati
- La vita quotidiana a Roma all’apogeo dell’impero di Jérôme Carcopino, Laterza;
- La vita quotidiana a Roma nel tardo impero di Bertrand Lançon, BUR;
- La vita quotidiana dei primi cristiani di Adalbert G. Hamman, BUR.
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Come festeggiavano il Natale i romani? Si facevano regali. Il periodo del nostro Natale a Roma naturalmente non era dedicato a festeggiare la nascita di Gesù, usanza che si sarebbe affermata nel tardo Impero. Invece, c’erano due feste, una dopo l’altra. I Saturnali, che duravano dal 17 al 23 dicembre e il Dies Natalis Solis Invicti che chiudeva le feste, in genere il 25 dicembre.
Per i Saturnali si organizzava un sacrificio al tempio di Saturno, divinità legata alla favolosa età dell’oro. Anche un banchetto pubblico per tutto il popolo e tanti banchetti privati che spesso degeneravano in orge.
L’ordine sociale veniva allentato, quasi sovvertito, e si sentiva un senso di fratellanza tra le diverse classi sociali, compresi gli schiavi. Ci si scambiavano piccoli doni, in particolare le sigillaria, piccole figurine di terracotta e si eleggeva un princeps Saturnalicius, che era il capo della festa.
Ai Saturnali seguiva il Dies Natalis Solis Invicti, legato al solstizio d’inverno, importato dai Severi e poi ufficializzato da Aureliano nel tardo Impero, che chiudeva il periodo “natalizio” con l’accensione di fuochi in onore del sole.