In origine Romolo e Remo erano una persona sola ma sono diventate due perché sono state fuse due storie di origine diversa. L’eroe eponimo fondatore della città di Roma per gli indigeni era Romulus, -ulus infatti era l’equivalente di romanus, cioè romano. Esattamente come siculo per sicano, siciliano.
All’epoca, però, i greci abitavano la penisola e avevano influenza sulla nascente comunità romana. Indipendentemente dagli indigeni, avevano dato a Roma un eroe eponimo, collegato a Enea o a Ulisse, chiamato a modo loro Romos. Certo, esistevano altre leggende greche: Evandro e Fauno, Latino e la troiana Romé.
Ma furono Romulus e Romos a fondersi, quest’ultimo divenne Remo e si pensò a due gemelli. La dualità del potere era un elemento caratteristico dello stato romano.
Da buona tradizione umana Romolo e Remo venivano abbandonati sul fiume e poi tornavano a conquistare il potere. Una storia che li accomuna ad altri famosi capi dell’antichità come Sargon di Akkad o Mosè.
Probabilmente, se esistette una figura simile a Romolo, questi dovette guidare un gruppo di pastori/banditi che ricordano una tradizione indoeuropea molto viva, ad esempio, a Sparta. Se volete conoscerla, scrivetemelo nei commenti e farò un video.
Libri consigliati
- Storia romana di Marcel Le Glay, Jean-Louis Voisin e Yann Le Bohec, Il Mulino;
- La vita quotidiana nella Roma repubblicana di Florence Dupont, Laterza;
- Il racconto dell’uomo di Arnold J. Toynbee, Garzanti.
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