Ada Lovelace fu la donna che predisse l’Intelligenza Artificiale, nel 1800. Figlia del poeta Lord Byron, ereditò il talento della madre per la matematica.
Nel 1832, incontrò Charles Babbage, l’inventore della macchina analitica, il primo prototipo di computer che la incaricò, anni dopo, di tradurre in inglese i lavori del matematico italiano Luigi Menabrea, ma lei fece di più:
Ada annotò un algoritmo da affidare alla macchina che è considerato da molti come il primo software della storia, un algoritmo così importante che tanti scienziati del tempo (e non solo) dubitarono fosse opera sua.
Bubbage dovette dichiarare pubblicamente: «L’elaborazione algebrica dei diversi problemi fu tutta a carico di Ada».
Ma Ada, nella sua famosa Nota G, predisse anche le potenzialità e i limiti dell’odierna intelligenza artificiale, tra calcolo e pensiero euristico. Per queste intuizioni fu l’ispirazione di Alan Turing.
Libri consigliati
- Il computer è donna. Eroine geniali e visionarie che hanno fatto la storia dell’informatica di Carla Petrocelli, Edizioni Dedalo;
- Computer. Storia dell’informatica da Babbage ai giorni nostri di Martin Campbell-Kelly et alii, The dotcompany Editore;
- L’enigma di Turing: Genesi e apologia di un genio matematico di Alba Rosa Gesualdo, Mimesis Edizioni.
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