Fu vittima di femminicidio perché amava la poesia. Isabella di Morra venne uccisa dai fratelli di cui aveva offeso l’onore alla ricerca di un legame intellettuale. Figlia del barone Giovanni Michele di Morra, esiliato in Francia, era rimasta in Italia con la madre e il resto della famiglia conducendo una vita in mano al potere dei suoi fratelli maschi.
Ma Isabella tentò di prendere il controllo quella vita con la poesia che divenne il suo unico amore. Un amore che la condusse a intrecciare un’amicizia esclusivamente artistica con il poeta spagnolo Diego Sandoval de Castro grazie all’aiuto della moglie di lui che ne firmava le lettere.
Ma quando i fratelli scoprirono l’inganno assalirono Isabella e la uccisero a pugnalate. Un delitto d’onore ma anche di potere.
Furono le indagini del viceré di Napoli a scoprire la grandezza artistica di Isabella. Le autorità misero agli atti quella autobiografia in versi che è il suo canzoniere, tra i più intensi e toccanti del Cinquecento. I fratelli fuggirono in Francia1 e non pagarono mai per il proprio crimine.
«Ma la mia adversa e dispietata stella
non vuol ch’alcun conforto possa entrare
nel tristo cor, ma di pietà rubella
la calda speme in pianto fa mutare».
Isabella di Morra, Rime
Libri consigliati
- La vera storia di Isabella Morra. Vita e morte di una poetessa di Pasquale Montesano, Altrimedia;
- Rime di Isabella di Morra, a cura di Gianni A. Palumbo, Stilo Editrice;
- Isabella di Morra e Diego Sandoval de Castro di Benedetto Croce, Sellerio Editore Palermo.
- I fratelli di Isabella furono costretti alla fuga non per l’omicidio della sorella, che rientrava nel delitto d’onore, ma per quello di Don Diego Sandoval de Castro, perché era un superiore di rango ed era stato ucciso in un agguato che aveva coinvolto altre persone. ↩︎
Una opinione su "Isabella di Morra, un femminicidio nel Cinquecento"