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L’ultima battaglia di Nakano Takeko, la donna samurai

Samurai nakano takeko

Nakano Takeko nacque in una nobile famiglia di samurai di Edo (Tokyo) nel 1847. Educata nella calligrafia e nella letteratura eccelleva, però, nelle arti marziali. All’epoca, infatti, le nobildonne imparavano a combattere, sempre, però, in un’ottica di doveri domestici: la difesa della casa e dell’onore familiare quando gli uomini erano lontani. Ma Takeko era diversa.

La sua straordinaria abilità con la naginata (un tipo di lancia tipico delle onna-bugeisha) spinse il suo maestro ad adottarla e portarla con sé come istruttrice per le altre giovani donne della prefettura di Aizu. Il suo sogno era emulare la sua eroina: Tamoe Gozen, donna samurai del passato.

L’ultima battaglia della samurai Nakano Takeko

Ma l’epoca dei samurai, donne o uomini, era al tramonto. Le ingerenze degli USA e delle potenze occidentali spalancarono le porte di un Giappone da secoli chiuso alle influenze esterne. Uno tsunami culturale travolse il Sol Levante feudale scaraventandolo in pochi anni nella frenetica modernità.

Questa rivoluzione fu l’occasione per l’Imperatore Meiji di riprendere il potere dallo shogunato Tokugawa, dominatore indiscusso del Giappone per trecento anni. L’ultima battaglia di un mutamento epocale che estinse i samurai fu combattuta proprio ad Aizu, e proprio da Takeko.

Era una mattina senza luce, la pioggia e il nevischio cadevano sul ponte Yanagi. Takeko guidò le Joshitai (donne guerriere), tra cui la madre, la sorella e l’amica Hirata Kocho, alla carica contro le forze imperiali armate di fucili. I soldati esitarono vedendo quelle donne armate e questo permise alle forze di Takeko di travolgerli con le Loro lame. Ma la forza delle tradizioni non poteva resistere ai fucili occidentali: Takeko e le sue compagne morirono al ponte di Yanagi e con loro anche l’ultima resistenza dei samurai.

Nakano Takeko, che in battaglia aveva ucciso ben 172 samurai, fu sepolta nel tempio Hokai della sua famiglia, lasciando un’ultima poesia che celebrava la sua semplicità:

«Non oserei mai considerarmi / membro della cerchia dei più grandi e famosi guerrieri / anche se condivido con tutti loro / il medesimo coraggio»

nakano takeko

Immagine: Samurai Warrior Queens dello Smithsonian Channel

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