fbpx

La vita e la morte di Nelson ‘Madiba’ Mandela

nelson mandela vittoria

Nelson Mandela nacque il 18 luglio del 1918 a Mvezo, un villaggio del Sudafrica della tribù Xhosa, e gli fu dato il nome di Rolihlahla (attaccabrighe). Mandela combattè prima come terrorista e ribelle, poi come prigioniero politico e infine come leader nazionale per la distruzione dell’apartheid e la liberazione del popolo nero del Sudafrica.

Nelson Mandela, o Madiba, è stato uno dei pochi casi nella storia umana di rivoluzionario che non è diventato il nemico che combatteva. Diversamente da un Castro, Mandela riuscì a superare la mentalità oppositiva tipica della prima fase di una battaglia per la libertà, trovando nel perdono e nella conciliazione la via per evitare, al suo popolo e a se stesso, una seconda schiavitù, quella della guerra civile e dell’oppressione.

«Il perdono libera l’anima, rimuove la paura. È per questo che il perdono è un’arma potente»

Nelson Mandela

La morte di Nelson Mandela

Era il 5 dicembre del 2013 quando Jacob Zuma si schiarì la voce in diretta televisiva per annunciare la mondo che Nelson Mandela era morto. «Adesso riposa, adesso è in pace. La nostra nazione ha perso un grande figlio». Il suo compagno di battaglia, l’arcivescovo Demsond Tutu, disse: «Negli ultimi 24 anni. Madiba ha pensato a come farci vivere insieme e credere l’uno nell’altro. E’ stato un unificatore fin dal momento in cui è uscito dalla prigione».

Il mondo intero si fermò. Persino nel cuore economico della più grande potenza mondiale, a Wall Street, per un intero minuto non si udì una sola parola. Quel lungo minuto di cordoglio travolse il mondo come un profondo sospiro prima del balzo in un futuro senza Madiba.

Nelson Mandela aveva vissuto una vita straordinaria: per quasi quarant’anni sottoposto all’apartheid, ne aveva passati ventisette in prigione e poi cinque da presidente del Sudafrica. Aveva traghettato uno dei paesi più ingiusti del pianeta verso una conciliazione in cui nessuno credeva. Lui fece i primi passi, il resto venne affidato alle nuove generazioni.

Ci fu una commemorazione con tutti i grandi leader a rappresentare i popoli del mondo, poi il suo feretro fu accompagnato da 450 persone: familiari, alcuni amici, capi ed ex capi di Stato, alti esponenti dell’African National Congress e dell’Unione Africana, sacerdoti e 15 leader tribali. Mandela venne sepolto nella tomba di famiglia nel villaggio di Qunu dove era cresciuto.

Frederik De Klerk, ultimo presidente dell’epoca dell’apartheid, riconobbe: «Grazie a Mandela la riconciliazione in Sudafrica è stata possibile». La sensazione che aleggiava nel mondo era quella di aver visto passare un gigante la cui ombra si era proiettata sull’ultimo scorcio del secolo e del millennio. A indicarne il passaggio restavano le sue orme sulla sabbia della storia.

«La libertà è una sola: le catene imposte a uno di noi pesano su tutti»

nelson mandela
Il presidente Nelson Mandela
Il presidente Nelson Mandela

Rispondi

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: