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La poesia di Audre Lorde per i diritti LGBT

Audre Lorde nacque ad Harlem nel 1934. Fu una poetessa straordinaria e una figura carismatica, apertamente lesbica per tutta l’adolescenza (gli anni ‘50, in America), decise di sposare un uomo, Edwin Rollins, da cui ebbe due figli ma dal quale poi divorziò. La vita e la poesia di Audre Lorde per i diritti LGBT sono ancora oggi il cuore del movimento.

Ebbe numerose relazioni ma quelle con la militare statunitense Frances Clayton e con la scrittrice e accademica femminista Gloria I. Joseph furono le più importanti. Audre Lorde si definiva nera, lesbica, femminista, guerriera, poeta, madre. Purtroppo le sue opere sono ancora poco note e tradotte in Italia.

La poesia di Audre Lorde per i diritti LGBT

«La poesia non è solo sogni e visione; è l’ossatura dell’architettura delle nostre vite. In essa giacciono le fondamenta di un futuro di cambiamento, un ponte sulle nostre paure di ciò che non è mai stato prima».

«Amavo la poesia e amavo le parole. Ma la loro bellezza doveva avere lo scopo di cambiare la mia vita, o ne sarei morta. Se non ho modo di incanalare questo dolore e cambiarlo, mi ucciderà. Così ha inizio la protesta sociale».

Un volume degli scritti politici di Audre Lorde, Sorella Outsider, a cura di Margherita Giacobino e Marta Gianello Guida, è uscito in Italia nel 2014.

«Non sarò libera finché una sola donna sarà oppressa, anche se le sue catene sono diverse dalle mie»

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