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Jan Palach, lo studente che si diede fuoco per la libertà

Jan Palach e la Primavera di Praga

Quando lo studente praghese Jan Palach entrò in Piazza San Venceslao, il 16 gennaio del 1969, con una tanica di benzina i sovietici avevano ormai schiacciato la Primavera di Praga.

Jan Palach e la Primavera di Praga

Era Iniziato tutto il 6 gennaio del 1968 con l’elezione di Alexander Dubcek, che voleva riportare nel paese libertà di stampa e di movimento. Riforme che la Russia non poteva permettere in un suo satellite comunista. Il 20 agosto 1968 i carri armati sovietici e del Patto di Varsavia stritolarono la Primavera di Praga.

La Cecoslovacchia, tradita dalle sue stesse forze armate, fu travolta da uno tsunami di acciaio. Circa 6.000 veicoli corazzati e tra i 200.000 e i 600.000 soldati spinsero 300.000 persone a fuggire all’estero e molte altre a protestare in maniera non-violenta contro l’occupazione. Il destino della Primavera di Praga fu lo stesso, quindi, della Rivoluzione Ungherese del 1956.

Per protestare contro quella terribile violenza, Jan Palach e altri come lui decisero di ricorrere al gesto estremo più potente. Jan raggiunse Piazza San Venceslao il 16 gennaio 1969, si cosparse di benzina ai piedi della scalinata del Museo Nazionale e si diede fuoco. Il 20 fece lo stesso Josef Hlavaty, il 20 febbraio li seguì lo studente diciannovenne Jan Zajíc, il 4 aprile concluse la protesta, immolandosi, l’operaio Evžen Plocek. Il loro eroismo fu riconosciuto solo molti anni dopo, alla caduta del regime comunista contro cui avevano combattuto.

Palach lasciò una lettera.

«Poiché i nostri popoli sono sull’orlo della disperazione e della rassegnazione, abbiamo deciso di esprimere la nostra protesta e di scuotere la coscienza del popolo. Il nostro gruppo è costituito da volontari, pronti a bruciarsi per la nostra causa. Noi esigiamo l’abolizione della censura e la proibizione di Zpravy. Se le nostre richieste non saranno esaudite entro cinque giorni, il 21 gennaio 1969, e se il nostro popolo non darà un sostegno sufficiente a quelle richieste, con uno sciopero generale e illimitato, una nuova torcia s’infiammerà».

Jan Palach

Immagine da “Jan Palach” di Robert Sedlácek con Viktor Zavadil.

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