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Stupri di guerra: a rischio le donne in fuga in Ucraina

Lo stupro di guerra in Ucraina

Le donne ucraine in fuga dal paese sono state o rischiano di essere vittime di stupri di guerra e violenze, a causa della situazione di caos e belligeranza in cui è precipitata la regione. L’allarme è stato lanciato da Unicef che, con UNHCR, si sta occupando della crisi migratoria innescata dall’invasione dell’Ucraina da parte dell’esercito russo.

«Ci sono tante ragazze e tante donne in fuga da sole dall’Ucraina» ha detto il portavoce dell’Unicef Andrea Iacomini. «Queste sono le prime vittime: ci arrivano notizie di violenze di ogni genere, anche di violenze sessuali. Bisogna proteggerle e dare assistenza lungo tutto il percorso, ed è quello che stiamo cercando di fare».

«In un settimana» ha continuato Iacomini, «siamo arrivati già a un milione e mezzo di profughi dall’Ucraina: la metà di questi, 700-800 mila, sono bambini e bambine. Un numero enorme di loro è non accompagnato».

Gli stupri di guerra nella storia

Lo stupro delle donne durante una guerra è stato considerato, per secoli, un diritto del vincitore. Nonostante gli inviti di Cicerone a comportarsi da uomini e non “da bruti”, sia i romani che gli antichi greci consideravano le donne “proprietà” e dunque “bottino legittimo” di guerra. Il caso di Timoclea, donna tebana che uccise il suo stupratore macedone e fu assolta da Alessandro, è da considerarsi un’eccezione.

Fu solo con il codice Lieber del 1863, applicato da Abraham Lincoln durante la Guerra Civile americana, che apparve la formula: «tutte le violenze sessuali… (sono) proibite, pena la morte». Erano i primi passi del diritto internazionale umanitario. Purtroppo il concetto di stupro di guerra tardò a essere accettato e perseguito dalle autorità militari (una difficoltà in comune con la società civile). Solo nel 1993, dopo i massacri in ex-Jugoslavia, un gruppo di eurodeputate chiese all’ONU il riconoscimento dello stupro come crimine di guerra. Nel processo del 1998 per il genocidio del Ruanda ci fu il primo verdetto di colpevolezza in questo senso.

Il magistrato Navanethem Pillay commentò quella sentenza storica.

«Per tempi immemorabili, la violenza sessuale è stata vista come bottino di guerra. Ora è considerato un crimine di guerra».

Navanethem Pillay

Circa mezzo milione di donne era stato vittima di violenza sessuale durante la crisi del Ruanda nel 1994.

Immagine da “La ciociara” di Vittorio De Sica con Sofia Loren.

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