Elsa Morante e il libro che divise l’Italia

Elsa Morante

Elsa Morante non è stata solo la grande scrittrice del circolo di Saba, Pasolini, Penna e Ginzburg, collaboratrice di Zeffirelli, vincitrice del Premio Strega per l’immortale L’isola di Arturo, moglie di Alberto Moravia e amante di Visconti e di Morrow. Elsa Morante è stata l’autrice del capolavoro La storia, tra i cento libri più importanti mai pubblicati.

La storia di Elsa Morante

Un’opera enorme, il racconto di una madre e dei suoi figli ambientata nei sobborghi poveri di Roma, durante la Seconda guerra mondiale, che provocò un terremoto in Italia alla sua uscita, nel 1974. Praticamente tutti i personaggi pubblici dell’epoca si schierarono, in gran parte, contro il libro della Morante: cattolici, marxisti, fascisti e, soprattutto, gli intellettuali della sinistra.

Tre cose (come fecero notare Garboli e Calvino) non potevano perdonare a quel libro: il suo successo, un best seller istantaneo che cozzava con la loro etica pauperista e anticommerciale; il genere dell’autrice, una donna che, con un solo libro, aveva superato tutte le loro opere messe insieme; l’umanità de La storia, la sua lontananza da tutte quelle ideologie che, nel 1974, si dividevano il mondo e l’Italia.

Elsa Morante scrisse La storia con l’emozione autobiografica di chi era nato a Testaccio e aveva vissuto la Guerra. Le lacrime che suscitò e suscita ancora oggi, in chiunque, a dispetto del suo colore politico, furono la colpa più grave de La storia agli occhi del mondo intellettuale italiano.

«Bisogna scrivere solo libri che cambiano il mondo».

Elsa Morante

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