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1936-1941: I crimini di guerra del fascismo in Etiopia

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Era il 3 ottobre del 1935 quando l’Italia invase il Regno di Hailé Selassié, con quella che sarebbe stata la più grande guerra coloniale della storia. Fu l’inizio del fascismo in Etiopia.

L’Italia di Mussolini invade l’Etiopia

Il Negus Hailé Selassié aveva sperato nella protezione internazionale per il suo regno, molto lontano dalla potenza di un paese industrializzato come l’Italia. Ma fu deluso e, abbandonato, si trovò ad affrontare le decine di migliaia di soldati, mezzi corrazzati, armi automatiche e velivoli che Mussolini inviò contro di lui.

L’Italia fu denunciata e sottoposta a sanzioni, ma nulla fermò la macchina bellica fascista. Il 27 ottobre Mussolini diede ordine di usare i gas tossici. Il generale Graziani, consapevole di stare commettendo un crimine di guerra proibito dalla Convenzione di Ginevra, chiese di confermare l’ordine. Dopo la conferma sganciò le prime bombe, rilasciando gas asfissiante sugli etiopi. Soldati e civili.

L’iprite uccideva lentamente, ricoprendo di vesciche e soffocando le vittime. Per anni, fino alla fine della guerra, le bombe continuarono a cadere e ad avvelenare la popolazione. Il conflitto uccise oltre 200mila etiopi. E poi venne l’occupazione.

L’occupazione del fascismo in Etiopia

Tra il 19 e il 21 febbraio del 1937, a un anno dalla fine della guerra e in risposta a un fallito attentato al generale Graziani, le squadre fasciste assaltarono Addis Abeba e uccisero tutti i civili che poterono. Ventimila morti, in particolare donne, bambini e anziani. Hailé Selassié assistette impotente al massacro dal suo doloroso esilio in Gran Bretagna.

Il 5 maggio del 1941, alla caduta dell’Etiopia fascista, il Negus tornò in patria. La prima cosa che fece fu proteggere i 35.000 italiani che vivevano ad Addis Abeba dalla vendetta dei suoi sudditi. Poi proclamò un editto di perdono:

«Poiché oggi è un giorno di felicità per tutti noi, dal momento che abbiamo battuto il nemico, rallegriamoci dello spirito di Cristo. Non ripagate dunque il male col male. Prenderemo le armi al nemico e lo lasceremo andare a casa per la stessa via dalla quale è venuto».

hailé Selassié

One thought on “1936-1941: I crimini di guerra del fascismo in Etiopia

  1. Per farci belli alle grandi nazioni abbiamo invaso l’Etiopia.
    SONO FELICE che alla fine l’Etiopia l’abbiamo persa.

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