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La strage di Piazza Fontana: quando l’Italia uccise la giustizia

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La strage di Piazza Fontana fu l’inizio degli anni del terrore in Italia. Era il pomeriggio del 12 dicembre 1969 quando quattro bombe spezzarono l’Italia. Quella nella sala della Banca dell’Agricoltura a Piazza Fontana uccise 17 persone e ne ferì 88 e mise fine all’età dell’innocenza italiana, al suo periodo di ribellione e speranza.

La strage di Piazza Fontana

Era stato un ‘autunno caldo’: le proteste studentesche avevano trovato l’appoggio degli operai e i due movimenti si erano saldati. Piccoli attentati, più che altro dimostrativi, si erano succeduti tra primavera ed estate senza vittime. Poi arrivò il 12 dicembre. Alle 16.30 gli agricoltori erano ancora in Banca a versare i guadagni del mercato del venerdì.

Sette kg di tritolo, chiusi in una valigia di pelle, esplosero nella sala grande della Banca di Piazza Fontana, devastandola fino all’alto soffitto a cupola. Poco dopo altre tre esplosioni, ma a Roma: in un sottopassaggio della Banca del Lavoro, all’Altare della Patria e di fronte al Museo del Risorgimento.

Era l’attacco armato più violento dai tempi della guerra. Furono accusati gli anarchici, il povero Pinelli spiccò il volo dalle finestre del commissariato. Le istituzioni fecero di tutto per insabbiare e distogliere le indagini dalla pista fascista. Ci vollero dieci anni perché gli attentatori di Ordine Nuovo Freda e Ventura fossero condannati per la strage, e i servizi segreti del SID per i depistaggi. Ma nel 1987 la Cassazione ribaltò la sentenza assolvendo i due terroristi.

Solo nel 1994, un giudice riprese in mano il processo, grazie alle nuove prove emerse negli anni. La Cassazione tornò sulla sua decisione dichiarando, nel 2005, che Freda e Ventura avevano organizzato gli attentati. Ma che non sarebbero stati processati perché già assolti nel 1987.

E con quelle parole morì la giustizia in Italia.

La ballata del Pinelli

«Quella sera a Milano era caldo | Calabresi nervoso fumava. | “Tu Lograno apri un po’ la finestra”. | Ad un tratto Pinelli cascò. | “Poche storie, confessa, Pinelli, | c’è Valpreda che ha già parlato. | È l’autore di questo attentato | ed il complice è certo sei tu”. | “Impossibile grida Pinelli | un compagno non può averlo fatto. | E l’autore di questo delitto | tra i padroni bisogna cercar”. | “Stai attento indiziato Pinelli. | Questa stanza è già piena di fumo. | Se tu insisti apriam la finestra: | quattro piani son duri da far”. | Calabresi e tu Guida assassini | se un compagno avete ammazzato | questa lotta non avete fermato | la vendetta più dura sarà».

“La ballata del Pinelli”, 45 giri pubblicato da Lotta Continua
La sala della Banca dell'Agricoltura di Piazza Fontana
La sala della Banca dell’Agricoltura di Piazza Fontana

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